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JOIKIX HYDRA MENTALE
Ogni copia comprende un disco in vinile 7", un poster 56x37cm, una fanzine grafica 18,5x18,5. Sarà in 150 copie ciascuna con all'interno un poster diverso.
Milano.
1986. Stavamo lavorando intensamente al lancio dell'Helter Skelter. Il Virus
ormai era all'ultima tappa, piazza Bonomelli, vicino alla casa bianca di
Rogoredo dove abitavamo. La casa all'amianto. Dopo i concerti al Virus, non si
potevano lasciare gli strumenti dentro lo stabile, troppo conciato, troppo
rischioso. Così ce li tenevamo nelle nostre piccole camere-celle a Rogoredo. Io
vicino al letto avevo il mixer. Una bestia da un tot di canali (molti). Avevo
anche una batteria elettronica con cui facevamo sperimentazioni varie. E anche
un radioregistratore portatile. E una piastra di registrazione di uno stereo.
Il mio letto era piazzato sopra una struttura metallica fatta con i cosiddetti
“bullonati”. Metallici al punto giusto. Custodivo anche un paio di microfoni
del Virus. Perché lasciare inutilizzato tutto questo bendidio? E stavo anche
lavorando alla nuova fanzine post Hydra Mentale. Avevo dei pezzi. Avevo tutto
quello che mi serviva per registrare. Quindi con un paio di bulloni come
strumenti ho cominciato a registrare le basi. I bulloni rimbalzavano sui piani
dei bullonati microfonati. La batteria elettronica mandava impulsi al mixer. Io
urlavo e biascicavo nell'altro microfono. Incisioni e sovraincisioni.
Riverberi, echi e larsen controllati, tutto entrava e usciva da un marchingegno
autocostruito e assai precario.
C'erano anche un tot di foto degli edifici industriali abbandonati della
Bovisa. Entravamo nelle fabbriche dismesse a fare spedizioni perlustrative. Io
a fare foto e Super8.
Questo disco
è il risultato del ritrovamento di due registrazioni.
Le grafiche
sono rielaborazioni attuali di elementi derivati da una decina di negativi
dell'epoca, i pochi sopravvissuti a svariate peregrinazioni.
Suoni e
immagini lacerati per questi tempi laceranti, fantasmi che ancora infestano e
si agitano.