Lo Straniero asemántico
Scrittura asemantica della protesta (archivio dimenticato),
17/10/2025.
Sono
trascorsi centosessantadue giorni dal momento in cui l’artista viene a
coscienza della propria dimenticanza, una
rimozione che riguarda un archivio in cui è registrata la partecipazione a una
mostra, e che ora riemerge
come dispositivo latente, quasi un contro-archivio involontario.
L’opera
si configura come una struttura triptica, composta da tre pagine, nelle quali affiora la scrittura
asemantica della protesta, priva di gerarchia semantica ma carica di
tensione segnica.
La
scrittura latina, storicamente codificata attraverso sintassi, ortografia e
morfologia,
e inscritta, in ogni periodo storico, in una specifica estetica calligrafica,
ha progressivamente consolidato una posizione egemonica, soprattutto nel presente, subordinando
la vita umana a sistemi burocratici, accademici e informativi, prevalentemente articolati attraverso
l’alfabeto latino e veicolati dalla lingua inglese come standard
globale.
Di
fronte a questa egemonia, l’artista tenta una forma di decolonizzazione del
segno latino, proponendo come primo esercizio la
messa in crisi del dispositivo burocratico stesso, attraverso la consegna di
una tesi di laurea interamente redatta in scrittura asemantica della protesta,
autoproclamandosi infine aderente al ТЕРРОРИСТИЧЕСКИЙ МАНИФЕСТ АСЕМИЧЕСКИХ
РАБОТНИКОВ (manifesto terrorista dei lavoratori asemantici).

